Gen 06 2008

Recoba a suon di goal

Published by admin2 at 07:09 under News, Sport

recoba

Con quella faccia un po’ così, i capelli corti e lo sguardo malinconico, il Chino ha steso la Roma: due gol e un quasi assist. Il Chino oggi gioca per il Toro: sotto la curva Maratona ha segnato di destro, addirittura, bissando le rete del primo tempo che naturalmente era arrivata di sinistro, il piede del quale si era innamorato Moratti.

Il popolo granata, prima di mercoledì, non aveva ancora conosciuto il vero Recoba: un solo gol in campionato (a Palermo) e qualche partita da comprimario, ora titolare ora no. In totale: 573 minuti spalmati in 10 presenze. In mezzo, un’operazione ai denti resasi necessaria per cercare di risolvere definitivamente alcuni problemi muscolari, il ritorno con una maschera protettiva e poco altro: la panchina a Milano contro l’Inter, anche. Che lui ha accettato senza dare in escandescenze, ma che certo non gli ha fatto piacere: era arrivato a Torino, dopo dieci stagioni in nerazzurro, per mostrare mirabilie e si ritrovava in panchina anche al Meazza a pochi metri da Roberto Mancini, uno dei suoi «nemici».
Ha aspettato il suo turno. In Coppa Italia, quella che di solito gli riservavano Mancini e i suoi predecessori. E ha illuminato la scena, facendo strabuzzare gli occhi ai presenti, molti dei quali erano accorsi allo stadio a inizio settembre per vederlo semplicemente palleggiare manco fosse Maradona. «Se sto bene, posso ancora dire la mia - ha detto ieri l’uruguaiano -. Forse ho fatto venire un po’ di rimpianti a Novellino per non avermi schierato nelle ultime due gare di campionato. Sto scherzando, perché ognuno di noi non è contento quando non gioca: poi però bisogna pensare al bene della squadra». Adesso sarà un problema rispedirlo in panchina, ma il rebus granata non è di facile soluzione essendoci anche Rosina e Di Michele, di professione trequartisti o seconde punte che dir si voglia. «Deciderà Novellino, mi pare logico. Con lui il rapporto è molto chiaro fin dai tempi di Venezia (1999: 10 gol in sei mesi e squadra trascinata alla salvezza, ndr), ma io non mi sono mai arruffianato qualcuno pur di giocare. Di sicuro, però, nel rapporto con gli allenatori qualche cosa in più avrei potuto farlo: però non me ne pento.

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