Gen 05 2008
Manuale su Linux Capitolo 24 Sostituti di Office

I motivi per cui Linux non ha ancora preso piede prepotentemente, nonostante le sue eccellenti qualità, sono molti.
Prima di tutto, anche a causa di una campagna di diffamazione di molti utenti Microsoft, è stato tacciato come un sistema operativo
difficile. E’ vero che delle volte abbiamo dovuto aprire una shell e immettere dei comandi, ma come avete visto l’interfaccia grafica sta facendo dei passi da gigante, e numerose operazioni si possono ora compiere senza toccare la tastiera, se non per immettere la password di root.
Personalmente, io ritengo che sia positivo avvicinare un pochino l’utente alla struttura del computer, per renderlo più consapevole di cosa comporti ogni sua operazione, anche se ciò è spesso complicato e lungo.
E’ vero che partizionare il disco è stato complesso, ma se non aveste avuto Windows, e aveste installato Linux su un disco “vergine”, non ce ne sarebbe stato bisogno, mentre per installare Windows su un disco in cui è già presente un altro sistema operativo bisogna non solo partizionare, ma anche fare dei giochi di prestigio per convincerlo che quella è l’unica partizione del disco, e che non è assolutamente vero che c’è già qualcosa (spero che con le ultime versioni di Windows abbiano posto rimedio a questa scelta assurda).
Per il resto, abbiamo un sistema operativo che si installa facilmente, che riconosce quasi tutto l’hardware esistente NONOSTANTE quasi nessuna azienda si degni di rilasciare un driver, delegando tutto a delle schiere di volontari, e che offre gli stessi servizi di Windows, spesso in modo più efficiente.
In secondo luogo, non ci sono videogiochi. Vedremo in una delle prossime lezioni qual’è l’offerta, e bisogna dire che siamo ancora in alto mare (e forse lo saremo ancora per un po’ di tempo). Questo è il prezzo che si paga per avere un’architettura di sistema aperta, in cui anche l’interfaccia grafica è svincolata dal sistema operativo, e sicura, in cui un videogioco non può e non potrà mai prendersi il controllo del computer ed accedere all’hardware in modalità diretta (anche se si sta arrivando a dei compromessi), a meno che non sia eseguito dall’utente root, che è onnipotente. Se i giochi sono la vostra passione, allora farete bene a non cancellare la partizione Windows!
Infine, l’espansione del sistema del pinguino non ha preso piede nemmeno negli uffici perché da una parte si tende a ritenere che un prodotto distribuito gratuitamente sia più scadente di uno venduto a caro prezzo, e dall’altra perché mancavano molti prodotti ritenuti imprescindibili, quali word processor, fogli di calcolo e simili.
La prima affermazione è chiaramente falsa: trovo che per un ufficio Linux sia altrettanto valido di Windows. L’unico problema esistente è che in effetti non esistono ancora molte ditte italiane serie che offrono assistenza agli utenti Linux (ovviamente a pagamento). Non si può pretendere che utenti già impegnati con il lavoro debbano anche cimentarsi con documenti scritti in inglese, senza operatori cui rivolgersi immediatamente in caso d’urgenza.
Sui prodotti per la cosiddetta “automazione d’ufficio” invece ci soffermeremo durante questa lezione, per vedere come le cose stiano evolvendo in modo rapidissimo.
Microsoft Office è indubbiamente un prodotto eccellente, che risponde alle esigenze di moltissimi utenti. I suoi unici nei sono la dimensione (non capirò mai come mai quattro programmi abbiano bisogno di numerosi cd di dati), il costo (è davvero esorbitante per un’azienda) ed il fatto che i documenti scritti per esempio in MS Word debbano essere necessariamente letti con MS Word. Fino a qualche anno fa, sotto Linux era davvero impossibile aprire un file con estensione .doc e sperare di capirci qualcosa. Questo anche per motivi legali: Microsoft aveva un copyright sul formato del file, e chiunque scrivesse un programma non autorizzato per trattarlo (anche solo per leggerlo) diventava un fuorilegge, passibile di pesantissime multe.
Anche a seguito di numerose pressioni subite dall’antitrust americano, Microsoft pubblicò nel 1998 le specifiche dei formati di file Office 97 (in modo piuttosto incompleto e confuso, a sentire i programmatori che sono andati a leggerle per cercare di usarle), aprendo così la strada a numerosi programmi che potevano capire i file di quel tipo.
Tra i primi usciti, menzioniamo StarOffice, della SUN. Basandosi anche su tecnologia Java, questa “suite” di programmi è uscita praticamente per tutti i sistemi operativi e per tutte le architetture. Ancora oggi è un programma valido, che permette di leggere tutti i formati di file Microsoft, più alcuni altri (ha inoltre un suo formato di file in cui si può salvare). Il problema di questo software è che non è open source, e quindi non è possibile fornirlo con le distribuzioni Linux. Bisogna invece andarlo a scaricare sul sito della Sun (all’indirizzo http://wwws.sun.com/software/star/staroffice/) ed installarlo.
Fino alla versione 5.2, il file da scaricare era molto grosso, ed il sito della Sun parecchio occupato e dunque lento. Dalla versione 6.0 pare che non si trovi più la versione gratuita online, in quanto hanno cambiato la licenza, e che si possa ottenere gratuitamente su richiesta, pagando l’invio. Tuttavia, le aziende devono pagare per poterlo usare.
Inoltre, StarOffice offriva un ambiente completo, con tanto di Desktop che si andava a sovrapporre a quello eventualmente offerto dal sistema operativo, di qualità piuttosto inferiore. Per questo motivo non era molto piacevole, né intuitivo, da usare.
Un gruppo di programmatori, stimolati dalla stessa Sun, partendo dalla versione 5.2 di StarOffice, ha prodotto un insieme di programmi del tutto equivalenti che sono stati rilasciati da non molto nella versione 1.0, sotto il nome di Open Office.
I punti di forza di questi programmi, che vi trovate installati con la RedHat, sono:
• è distribuito con licenza mista, di cui una parte è di tipo open source
• è molto stabile
• è tradotto in moltissime lingue, in modo piuttosto buono
• legge tantissimi formati di file, compresi quelli di MS Office 6, 95, 97/2000/XP, RTF
• si può salvare come file postscript e pdf, che sono formati davvero portabili, in quanto esistono dei lettori gratuiti per qualsiasi sistema operativo e piattaforma
• è identico a MS Office, consentendo una transizione facile degli utenti
• hanno eliminato il desktop di StarOffice, rendendolo un normalissimo programma.Non mi soffermerò a descrivere come usarlo, perché i programmi forniti sono davvero simili agli equivalenti Microsoft:
• OpenOffice Write è l’quivalente di MS Word
• OpenOffice Impress è l’equivalente di MS PowerPoint
• OpenOffice Calc è l’equivalente di MS Excel
Esiste inoltre un editor di equazioni matematiche, ed un tool per creare disegni, proprio come in Microsoft Office.
Esistono inoltre altri tool per gestire file di tipo Office: ktool e abiword+gnumeric.
Il primo software è la suite offerta da KDE, e può essere scaricato con strumenti quali Red Carpet. E’ molto leggero, e sicuramente molto più essenziale di OpenOffice. In effetti non legge i file prodotti da software Microsoft, ma fa un egregio lavoro in fase di redazione dei documenti.
Gnome invece mette a disposizione abiword come sostituito di MS Word, e gnumeric come foglio elettronico di calcolo. Questi programmi leggono anche files prodotti con MS Office. Sono meno completi degli equivalenti StarOffice e OpenOffice, ma sono eccellenti come lettori di files.
Per terminare questa lezione, descriviamo come installare nuovi fonts True Type.
E’ sufficiente scaricare il file con estensione ttf (se fosse un file zip, si può decomprimere da shell con il comando ‘unzip nomeFile.zip’ oppure da interfaccia grafica, come al solito, e copiarlo (essendo utenti root) nella directory /usr/share/fonts/msttcorefonts (o in un’altra directory che il server gestore dei font conosce). Bisogna far ripartire il server dei font con il comando ‘/sbin/service xfs reload’, ed il font è disponibile per qualsiasi programma.
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