Gen 01 2008
Manuale su Linux Capitolo 8 Scelta dei pacchetti da installare

La lezione precedente si è interrotta dopo aver scelto le opzioni base del sistema che stiamo per installare: in realtà nella maggioranza dei casi si è trattato di confermare proposte fatte dal computer.
A questo punto bisogna scegliere cosa installare, ma sarà utile parlare del concetto dei “pacchetti”.
In quasi tutte le distribuzioni Linux, il software viene distribuito in pacchetti, che nella Redhat hanno nome (ed estensioni) “rpm”. Un pacchetto non è altro che un contenitore di software e di informazioni relative al software stesso. In particolare viene associato ad un pacchetto il nome del programma che contiene (seguendo una regola standard per ogni distribuzione su come assegnare i nomi), la versione di questo, di quali altri programmi ha eventualmente bisogno, e con quali altri non può assolutamente coesistere.
Un sistema di questo tipo permette di tenere una lista di tutti i programmi installati nel sistema, con la loro versione. Ciò facilita l’installazione di versioni più recenti di programmi, che si andranno a sostituire a quelle correntemente installate (e non ad affiancarsi, come spesso accade in Windows), a meno che non si vogliano esplicitamente due versioni differenti allo stesso tempo. E’ anche un ottimo metodo per evitare di installare un programma, e alla prima esecuzione avere un errore del tipo: “Non si è trovato il tal programma necessario per l’esecuzione”. Molti programmi, ad esempio, hanno bisogno di librerie particolari che non sono distribuite con il programma stesso (è la filosofia del bazaar, di cui abbiamo già discusso!). E’ inoltre più difficile disinstallare un programma contenente files indispensabili ad altri ptrogrammi che restano installati, offrendo notevoli garanzie di sicurezza e molti vantaggi nella manutenzione del sistema.
Di solito esistono tools che permettono di trovare un pacchetto (e tutti quelli da cui esso dipende) molto facilmente in Internet, facilitando il reperimento di programmi non presenti nel cd di installazione (parleremo di queste utilities nel prossimo modulo). Se poi un programma che interessa non dovesse esistere come pacchetto per la distribuzione scelta (evento non molto probabile per Redhat, a parte per software davvero nuovissimo - cioè pubblicato da meno di una settimana), è sempre possibile procurarsi i files sorenti (che per la filosofia del software “free” devono essere a disposizione di tutti) e ricompilarli. Sembra difficile a parole, ma vedremo come in tantissimi casi ciò non sia altro che una sequenza di 4 o 5 semplici comandi, lasciando fare tutto alla macchina. E’ tuttavia sempre assolutamente meglio usare i pacchetti, perché offrono maggiori garanzie di ordine e di funzionamento!
Tornando all’installazione di Linux, è giunto il momento di scegliere cosa correderà il sistema di base che useremo. In Figura 1 si vede come si potrebbe lasciare che Linux stesso decida, in base alla tipologia di sistema che abbiamo deciso di installare in precedenza (Desktop personale), ma io propongo di selezionare l’opzione “Personalizzare i pacchetti da installare” per dare un’occhiata a cosa ci viene proposto e per correggere alcune dimenticanze. E’ sempre meglio non lasciare troppa iniziativa ai programmi, perché per quanto sofisticati e recenti, sono pur sempre delle approssimazioni che non sempre rispondono alle nostre necessità (e che mai potranno sostituire completamente un essere umano).

Figura 1: Scelta dei pacchetti da installare
Dopo aver confermato, ci viene proposta una lista minimamente dettagliata di categorie di software (Figura 2), in cui io aggiungerei il KDE Desktop Environment (se fosse deselezionato e se non avete problemi di spazio) e System Tools. Vi consiglio ancora di scegliere “Selezione individuale dei pacchetti” per avere un po’ più di dettaglio.

Figura 2: Lista di software che si può installare
Al passo successivo potrete vedere qualche dettaglio in più sui programmi che state per installare, con le dimensioni richieste da ognu categoria facendo click con il mouse su “Dettagli”, accanto ad ogni categoria una lista dei programmi inclusi in essa. Se non conoscete un programma, vi sconsiglio di inserirlo o rimuoverlo dalla lista, questa è un’operazione che potrete fare in seguito, quando conoscerete meglio il sistema.

Figure 3: Lista dettagliata del software
Dopo aver confermato, l’installazione vera e propria partirà, e tutto ciò che avete richiesto verrà copiato sul disco fisso (può essere necessario un tempo più o meno lungo). Se non è possibile installare tutto quello che volete, il programma di installazione si interromperà prima di buttarsi a capofitto nell’installazione, e potrete tornare indietro per togliere qualche programma dalla lista, o ripartire da zero, creando una partizione più grande per Linux (in 2 gigabytes comunque dovrebbe entrare tutto senza problemi). Intanto avrete un po’ di pubblicità su RedHat che vi verrà proposta durante tale fase (Figura 4).
Vi verrà chiesto di cambiare il cd nel lettore nel momento in cui il programma ne avrà bisogno, e non dovrete fare altro che assecondarlo!
Con ciò si conclude questa lezione, mentre nella prossima vedremo i passi da fare per completare (finalmente) l’installazione.

Figura 4: Installazione del software
- RegSeek 1.55
- RegSeeker 1.55
- Total unistal 4.30
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