Dic 31 2007

Le ultime novità Pirelli

Published by admin2 at 22:06 under Gossip, News

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Quando gli chiedono di realizzare le immagini per il mitico, sexy calendario Pirelli annata ’69, snobba le modelle. Si mette a caccia di ragazze “qualsiasi” sulle spiagge della California e sul Sunset Boulevard di Los Angeles, per ritrarle di nascosto, nella più intima normalità. Risultato: un patchwork di dettagli erotici (una bocca che mangia un gelato, un’altra che beve una bibita…), innovativo nella forma e potente nelle intuizioni. All’epoca Harri Peccinotti, brillante fotografo londinese, ha 31 anni. Già noto grazie a diversi reportage – anche in Vietnam, nel ’66, insieme con il giornalista Brian Moynahan – sta “semplicemente” rivoluzionando l’immagine della donna: le sue fotografie di moda, colorate e molto street, rompono con l’accademismo dei decenni precedenti. Le ragazze non sono più manichini, ma si muovono parecchio. In tutti sensi. Ecco che cosa raccontano i suoi calendari Pirelli (quello del ’68 è una celebrazione di bellezze mondiali). Ecco quello che racconta Nova Magazine, rivista femminile fuori dagli schemi e d’altissimo profilo, di cui Peccinotti è direttore artistico.

La pubblicità, questa sconosciuta
Dal ’65 al ’75, Nova racconta la donna e la sua liberazione, togliendola dai fornelli e riconoscendole il diritto di provare desideri, mentre i suoi “concorrenti” continuano a pubblicare ricette di cucina e cartamodelli. “Ci voleva coraggio per affermare che non si trattava di una rivista di moda, nonostante ci occupassimo anche di quel tema”, ricorda Harri. “Il fatto è che la pressione degli inserzionisti era nulla, quindi potevamo scegliere davvero solo ciò che ci piaceva. Io, per esempio, collezionavo vestiti sportivi. Li compravo a New York e chiedevo alle mie modelle di portarli per i servizi fotografici”. Nova si occupava anche di moda dunque, sì, ma in senso alto, quello che interpreta le pulsioni contemporanee e dà loro forma: gli abiti pubblicati, infatti, venivano acquistati nei negozi di abiti usati ed erano chiaramente introvabili sul mercato.

“Poi sono arrivate le imposizioni. Ma quando Nova ha iniziato a dare suggerimenti d’acquisto, fatalmente ha smesso di essere ‘alla moda’”. La rivista, tuttora un culto per gli appassionati del settore, in realtà si interessava alla donna in modo intelligente. “L’idea era quella di trattare di politica, delle difficoltà quotidiane, dei problemi legati alla carriera, ai figli, all’aborto… I testi addirittura dominavano sulle foto, per questo proposi di aggiungere un quaderno di immagini. È così che sono nate le famose dodici pagine di moda”.

Oggi Harri Peccinotti ha 69 anni. Ha iniziato a lavorare quando ne aveva 14, ideando caratteri tipo grafici per la Smiths Moto Accessories, tra un corso di trombone e uno di basso: sulle note del jazz e della musica classica, ha attraversato gli anni Sessanta e Settanta da professionista. Finché la Mobil Oil lo ha spedito in Africa, in Asia e in Oceania a catturare le sfumature etniche in reportage pubblicati poi in una decina di libri fotografici. Erano gli anni Ottanta, e dal mondo della moda lui sembrava tagliato fuori. “Alcuni hanno addirittura pensato che fossi morto”, aggiunge Harri, masticando le parole dietro la cortina di barba. In realtà, con la moda lui ha tuttora un rapporto d’amore e odio. Detesta, soprattutto, il fatto di dover rispettare canoni estetici fissi, prestabiliti. E si ribella all’idea che la moda e la bellezza siano diventate, ormai, “solo succosi mercati economici”. Però, istintivamente,continua a essere sedotto dalle immagini,dalla grafica, dallo stile. E, naturalmente, dalle donne: sono più di quarant’anni che le fotografa, ma la sua attrazione nei loro confronti non è cambiata.

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